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YES, WE KEAN





Si possiamo, fare chiarezza una volta per tutte su questa stupida faccenda dei "BUU razzisti" se la inquadriamo dal punto di vista corretto.

Se ci riflettiamo per un attimo, arriviamo tutti alla giusta conclusione, ossia che:
NON ESISTONO BUU RAZZISTI!
Ogni volta che si riaccende la polemica nello stadio durante la partita o sui social e in televisione nel post partita rimango allibito.
Qualcuno dovrebbe prendere la faccia di questi ventenni milionari tra le mani e spiegargli:
"non siamo nella Germania nazista del 1941, tu non sei Pelè e questo non è FUGA PER LA VITTORIA.
Tra il pubblico ci saranno almeno 1000 person e del tuo stesso colore, magari 100 del tuo stesso paese di origine (sei italiano molte di più visto che parliamo di serie A) e probabilmente 10 di quelle persone ti stano gridando BUU.
NON TI GRIDANO BUU PER IL COLORE DELLA TUA PELLE!
Ti gridano BUU perché sei antipatico o più semplicemente perché sei una minaccia per la loro squadra, quindi ti temono e questo dovrebbe aumentare la tua autostima, non renderti più insicuro...
Lo sò che dopo aver sopportato fischi e polemiche per tutta la partita, la prima reazione che ti viene in mente dopo avere fatto gol è andare verso i contestatori ed esultargli in faccia, l'ha fatto anche Cristiano Ronaldo!
Ma questa roba non la posso fare neanche io al campetto dietro alla parrocchia senza provocare un polverone...figuriamoci un professionista pagato per giocare a calcio in mondovisione!
Va bene, sei milionario e puoi permetterti la multa o hai vent'anni e non sei riuscito a contenerti dall'andare sotto la curva ospite a fare rimostranze, anche in maniera educata e composta, ma hai fatto lo stesso incazzare la tifoseria di casa che ha perso la partita?
L'UNICA COSA DA FARE È CHIEDERE SCUSA e pentirsi per non avere festeggiato nel modo appropriato: coi propri compagni o sotto la propria tifoseria. Non certo nascondersi dietro allo scudo di un qualche "razzismo selettivo".
Bonucci, interpellato sull'esultanza di Kean ha dichiarato quanto segue:
A seguire l'indignazione dei giornalisti sportivi nel post partita in tv, un vero e proprio autogol, perché continuavano a mettere in risalto un problema che non esiste, poi sono usciti quelli del partito dei neri:
Nonostante i 47 anni di età e inforchi un paio di occhiali da intellettuale, il caro Lilian Thuram secondo me travisa completamente il messaggio di Bonucci ma soprattutto conduce una crociata che è già finita da un pezzo.
Ormai è difficile trovare un ambito sociale in cui si viene pregiudicati per avere la pelle nera ma se c'è un ambito in cui il colore della pelle non ha alcuna importanza è quello sportivo...magari nel Curling è vero, non si vedono molti giocatori di colore, ma nel calcio?
Lilian, basta con questa roba dei bianchi e i neri dai...
Comunque visto che al coro di Thuram si sono aggiunti in tanti, dal padre di Kean a Ballottelli, Sterling, Yaya Toure...



...prendo atto del fatto che in molti credano ai BUU razzisti e al "razzismo selettivo" analizziamo il caso di un BUU razzista:
Ammettiamo che un manipolo di tifosi, tutti rigorosamente di pelle bianca, decidano di gridare BUU ad ogni tocco di palla dei calciatori neri avversari. 
È abbastanza assurdo che gridino BUU ai calciatori neri avversari e non ai calciatori di colore della propria squadra, ma supponiamo che "l'insulto razzista" sia selettivo e diretto ai giocatori di colore avversari, il manipolo di razzisti dovrebbe rivolgere i BUU a TUTTI i giocatori neri della squadra avversaria. 
Invece generalmente i BUU razzisti hanno un unico destinatario, quindi è lecito chiedersi: perché sempre solo lui? O perché sempre io?
La risposta è semplicissima caro Mario, cari tifosi, cari giornalisti, cari membri del partito dei neri contro ogni forma di razzismo e di sicuro non c'entra niente col razzismo. 
Ma supponiamo che l'insulto sia altamente selettivo e risparmi i giocatori di colore  della propria squadra e sia orientato solo verso un giocatore nero avversario, non perché antipatico o ritenuto pericoloso e in grado di segnare in qualsiasi momento, ma solo perché è nero va bene Thuram? Ammettiamo di avere a che fare con gruppetto di disagiati mentali, che odia tutti i neri italiani che si chiamano Kean, non altri neri di altra nazionalità o altro nome… Che cacchio di senso ha andare ad esultare contro una curva intera e mettersi contro l'intera tifoseria ospite? Risolverà il problema della discriminazione razziale di tutti i neri di nazionalità italiana che si chiamano Kean? 
NO anzi, porterà altri BUU, di più tifosi, in più stadi e non certo perché tutti i disagiati italiani si uniscono alla discriminazione selettiva ma perché nessun tifoso vuole che un calciatore avversario gli esulti in faccia nel proprio stadio magari dopo aver marcato il gol decisivo…
Con questo non voglio far finta che non esista il razzismo negli stadi, anche perché ci sono dei precedenti:
 Cosa dire... evidentemente, esistono dei disagiati mentali che vanno allo stadio credendo di tifare per una squadra ariana e nonostante la rosa della loro squadra sia composta per metà da giocatori di colore, intonano cori razzisti e si rendono autori di gesti come il lancio di una banana ad un giocatore a bordo campo.
Allora quelli partito dei neri discriminati, non sono pazzi!
Insisto nel ribadire che secondo me si tratta di isolati casi di disagio mentale e non di veri e propri atti di razzismo e la risposta migliore sarebbe ignorarli, ma non posso pretendere neanche che tutti riescano ad ignorare un'offesa o che tutti abbiano la stessa percezione di ciò che è realmente offensivo e ciò che non lo è. In Inghilterra, sono riusciti a rintracciare l'autore del gesto che ha infastidito il calciatore ed a punirlo in maniera esemplare. Cosa fare in un paese tecnologicamente arretrato e culturalmente omertoso come l'Italia?
Fosse accaduto in Italia l'episodio della banana, io al posto di Aubameyang avrei raccolto la banana, l'avrei data ad un calciatore di colore dell'altra squadra e gli avrei detto di consegnarla a qualcuno della curva. Problema risolto.
Altro che far uscire le squadre e  sospendere la partita o peggio andare a fare delle rimostranze contro la curva di casa... 
In conclusione, vi posso garantire che non esistono BUU razzisti, ma non potendo imporvi di non sentirvi offesi o di ignorare le grida, sconsiglierei vivamente di fare qualsiasi tipo di rimostranza contro la tifoseria di casa e piuttosto organizzare a fine partita, insieme a tutti gli altri calciatori un giro di campo con una maglietta NO RACISM.
Mi sento di scagionare totalmente il povero Bonucci da qualsiasi accusa di razzismo e di invitare a riflettere quelli del partito dei neri discriminati che non tutto quello sembra razzista a loro, debba essere considerato razzista da tutti.
Ci sono tanti giocatori, di colore e non, che riescono ad ignorare gli insulti della folla: nella maggior parte dei casi sono una conferma del proprio valore ed in ogni caso, fa parte del gioco. 









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