Visto che ho parlato con molti amici del caso Enzo Iacchetti, voglio lasciare le mia opinione in un post per inviarlo a tutti.
Per chi non conoscesse il caso, può trovare il dibattito in questo link:
https://youtu.be/_UTg88i22f0?si=tpXN5GgABUXeBVy-
Iacchetti ha ricevuto minacce, insulti, ma anche applausi e complimenti per la sua reazione in questo contraddittorio pubblico, ma il FATTO è che dal contraddittorio esce perdente.
Purtroppo Enzo Iacchetti ha reagito in maniera sproporzionata a limite della nevrosi ad una provocazione fatta dall'altro ospite. Ha reagito male perché la provocazione ha colpito un suo nervo scoperto, probabilmente ha preso molto a cuore la questione palestinese, ha sofferto molto vedendo immagini dello sterminio in corso e quindi nel momento della provocazione non è riuscito a rimanere lucido. Ha offeso e zittito l'altro ospite e si è anche beccato del fascista per il suo atteggiamento.
Ovviamente è comprensibile il comportamento di Iacchetti, però dal contraddittorio esce perdente.
Quello che bisogna fare in questo tipo di situazione è mantenere la calma, e rispondere alla provocazione con un'altra provocazione, magari più iperbolica.
La provocazione dell'altro ospite era: "definisci bambino" dopo che Iacchetti parlava profusamente della grande quantità di bambini che stanno morendo a Gaza.
Dove voleva arrivare l'altro ospite con questa provocazione?
Probabilmente al fatto che un dodicenne con un fucile in mano può ammazzare gente oppure che un dodicenne imbottito di tritolo, può far saltare in aria un edificio. Probabilmente faceva riferimento al fatto che i terroristi non si fanno scrupoli ad utilizzare bambini come scudo o come arma e quindi.... probabilmente l'altro ospite paventava l'ipotesi che se si riuscisse ad eliminare l'intera popolazione di Gaza, magari ci sarebbero in giro meno terroristi... Chissà quanto lontano si sarebbe potuto spingere l'ospite... Di sicuro dopo lo sbrocco di Iacchetti non è possibile saperlo.
Se ci fosse stata una persona meno coinvolta di Iacchetti e un po' più capace nel contraddittorio, diciamo un abile oratore, l'abile oratore gli avrebbe chiesto cosa intendesse per "definisci bambino".
L'abile oratore avrebbe attirato l'altro su un terreno scivoloso cercando di farlo arrivare a dichiararsi nemico dei palestinesi al punto da volere morti sia gli adulti che i bambini e quando le risposte dell'altro sarebbero diventate elusive (perché in TV non avrebbe potuto palesare il suo odio verso i palestinesi), avrebbe potuto approfittare per rilanciare con un'altra arguta provocazione.
Io per esempio gli avrei detto:
- adesso che ti ho lasciato parlare, definisci tu ebreo: immagina di non essere ebreo ed avere letto molti libri, da Shakespeare a Dickens tutti i personaggi ebrei sono degli avidi bastardi senza scrupoli. Immagina di avere avuto problemi con degli ebrei...magari nella tua testa si andrebbe profilando l'ipotesi che <<se gran parte della letteratura parla male degli ebrei e se io ho conosciuto solo ebrei avidi, bastardi e senza scrupoli...magari il vecchio Adolf non aveva tutti i torti, magari se avesse sterminato tutti gli ebrei avremmo un mondo migliore...>> Ecco, una cosa è che tu pensi questo, altra cosa è che ti venga dato il permesso di esprimere questo pensiero in pubblico.... Capisce adesso perché proibire alcune opinioni su una televisione pubblica, non vuol dire essere fascisti? Capisce adesso perché non è possibile andare a Gaza e sterminare tutti indistintamente, grandi, piccoli, maschi e femmine, belli e brutti?
Ovviamente un abile oratore calibra la sua esposizione sulla lunghezza e sulla terminologia dell'altro. Io mi sarei basato sui termini dell'altro, stessa quantità e qualità e lo avrei distrutto. In ultima analisi è inutile difendere Enzo Iacchetti o incolparlo, secondo me si tratta solo di una persona che per suoi motivi personali, non è riuscita a sostenere un contraddittorio su un argomento delicato.
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